Page is loading, just a sec...

San Giovanni Paolo II (1920-2005)

San Giovanni Paolo II
“La misericordia viene intesa e praticata in modo unilaterale, come bene fatto agli altri. Solo allora, in effetti, essa è realmente un atto di amore misericordioso: quando, attuandola, siamo profondamente convinti che, al tempo stesso, noi la sperimentiamo da parte di
coloro che la accettano da noi. Se manca questa bilateralità, questa reciprocità, le nostre azioni non sono ancora autentici atti di misericordia.”
Giovanni Paolo II, Dives in Misericordia, 30 novembre 1980

 

Papa San Giovanni Paolo II ha lasciato un patrimonio che stupisce con la sua ricchezza e diversità. Ciascuno di noi può trovare nel Suo insegnamento le raccomandazioni su come vivere per garantirsi la redenzione. Tuttavia, se dovessimo cercare un’indicazione del percorso che lo guidava per tutta la vita e che ha lasciato a noi per poter prendere lo stesso cammino, potremmo sicuramente pensare che questa fosse “la misericordia”. Quella che ciascuno di noi può praticare nella vita quotidiana e quella che salverà il mondo, la “Divina Misericordia”.

Karol Wojtyla – un operaio giovane che andando al lavoro nelle cave di “Solvay” entrava in una piccola chiesa presso il monastero delle suore della Madonna della Divina Misericordia per pregare. Si metteva in ginocchia davanti al dipinto di Gesù misericordioso e fissava la scritta “Gesù, mi fido di Te”. Questa fiducia è la chiave per la nostra vita futura.

Grazie a Karol Wojtyla, inizialmente vescovo ed in seguito metropolita di Cracovia e papa Giovanni Paolo II il culto della Divina Misericordia cominciato dalla suor Faustina si è diffuso in tutto il mondo.

Karol Wojtyla ha sopravissuto la guerra e due totalitarismi che si sono opposti a Dio e all’umanità. Nell’atto di affidamento del mondo alla Divina Misericordia nel Santuario di Łagiewniki il 17 agosto 2002 si rivolge direttamente al Padre misericordioso, “Scendi su di noi peccatori, guarisci la nostra debolezza, vinci sul male, permetti a tutti gli abitanti della terra di sperimentare la Tua misericordia, perché attraverso di Te, Dio unico nella Tua trinità, possano sempre trovare la fonte di speranza”.

Prima di questo avvenimento di importanza secolare, Giovanni Paolo II insegnava che cosa fosse la misericordia nella dimensione umana. Ha annunciato l’enciclica “Dives in Misericordia” (il 30 novembre 1980) e soprattutto indicava esempi da seguire. L’insegnamento migliore è quello basato su persone concrete, bisogna individuare quelli che hanno avuto il coraggio e offrivano loro stessi e la misericordia al prossimo. Durante il pontificato di Giovanni Paolo II tra beati e santi sono stati iscritti i grandi misericordiosi, come: San Frate Alberto, Raffaele Kalinowski, Massimiliano Kolbe, Regina Edvige, suor Faustina, Giovanni Beyzym…e tanti altri che tracciano l’itinerario della misericordia che attraversa le strade di Cracovia.

Le loro vite hanno formato il futuro papa che ne prendeva esempio e canonizzandoli desiderava che anche noi prendessimo spunto dalle loro esperienze e imitassimo i loro gesti.

I luoghi associati San Giovanni Paolo II (1920-2005):