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San Kinga (1234-1292)

Santa Kinga
“Il mondo odierno ha bisogno della santità dei cristiani, che nelle condizioni normali di vita familiare e professionale realizzano gli obblighi quotidiani (…). Ciò si riferisce anche ai campi di vita come politica, attività economica, sociale e legale. Non ci manchi lo spirito del servizio, onestà, verità, preoccupazione per il bene comune, perfino al prezzo di rinunciare al bene individuale, prendendo esempio dalla regina di queste terre!”
Giovanni Paolo II, Stary Sącz, il 16 giugno 1999

 

Patrona della Polonia e della Lituania, patrona dei minatori. Se vivesse i nostri tempi potrebbe essere considerata businesswoman, intraprendente e indipendente. Nonostante vivesse nell’ascetismo, affascinata dalla spiritualità di San Francesco d’Assisi, è un esempio che dimostra cosa significa possedere in maniera saggia: non far dipendere la propria vita dall’accumulazione di tesori da usare per fini egoistici.

Veniva da una famiglia di santi. È nata alla corte del re ungherese. Nel 1246 ha sposato il principe di Cracovia, Boleslao V di Polonia. È diventata terziaria francescana, dedicandosi alla vita ascetica carismatica, alla castità e alla povertà.

In qualità di Regina prese parte attiva alla vita politica ed economica. Dopo la prima invasione tartara della Polonia, che ha devastato il paese, ha offerto la sua dote per la ricostruzione. Nel 1251 ha invitato i minatori ungheresi e si è impegnata ad aprire il primo pozzo nella miniera di sale. La cappella sotterranea di S. Kinga a Wieliczka è uno dei più bei tesori della Małopolska e attira i turisti da tutto il mondo. Incanta anche la miniera di sale a Bochnia che, come quella localizzata a Wieliczka, è stata iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO.

La regina costruiva chiese (ad es. la chiesa parrocchiale di Bochnia), sosteneva economicamente, tra gli altri, la cattedrale di Wawel e i monasteri benedettini, cistercensi e francescani. Ha invitato ad instaurarsi in Polonia numerose congregazioni religiose. Fondava ospedali.

Dopo la morte di suo marito (nel 1279) ha aderito al Convento di Santa Clara. Nel 1280 ha pubblicato il documento di fondazione del monastero di Stary Sącz ed in seguito ne ha fatto parte. Ha creato uno dei centri più importanti per la cultura spirituale in Polonia. Promuoveva la lingua polacca, sviluppava l’interesse alle belle arti, curava la tradizione monastica delle clarisse. È morta nel 1292 dopo una grave malattia.

Giovanni Paolo II ha canonizzato la beata Kinga nel 1999 a Stary Sącz.

I luoghi associati San Kinga (1234-1292):